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Apriti Piazza!

Il progetto Apriti Piazza! nasce da una riflessione interna alla Comunità delle Piagge sul concetto di “piazza” e sulla necessità per il quartiere di avere un luogo di aggregazione pubblico in cui incontrarsi e riconoscersi come comunità.

Nel 2016 il comune di Firenze aveva intitolato ad Ilaria Alpi e Miran Hrovatin – su richiesta della comunità – lo spazio e gli edifici intorno al centro sociale il Pozzo includendo nel perimetro della nuova piazza un ampio ‘pratone’ attiguo, inutilizzato, per un totale di 10.000 metri quadrati.

Tale area, fin dagli anni 80, è sempre stata identificata da tutti i documenti di pianificazione come “nuova centralità di progetto”. In particolare, nel Piano Guida per le Piagge del 2004, redatto da Giancarlo De Carlo, l’unico con una visione integrata che affrontava tutte le problematiche del quartiere, l’area su cui insiste Piazza Alpi-Hrovatin era stata individuata come il centro del Parco delle Piagge, fatto da una lunga rete di spazi verdi diffusi su tutto il tessuto del quartiere compreso il collegamento con le vicine Cascine attraverso un parco fluviale sviluppato su entrambe le sponde del fiume.

La progettazione partecipata della piazza è stata l’oggetto del percorso partecipativo che si è sviluppato nell’arco di 6 mesi da giugno a dicembre 2018, ricevendo, grazie alla raccolta di più di mille firme, il supporto dell’Autorità della Partecipazione della Regione Toscana e dell’allora Assessore all’Ambiente e Partecipazione del Comune di Firenze Alessia Bettini.

Il percorso, promosso insieme a un’ampia rete di soggetti partner sul territorio, e aperto agli abitanti, si è articolato in diverse tipologie di azioni: i workshop progettuali durante gli incontri pubblici e con la scuola media P. Uccello; gli incontri con esperti; le azioni di animazione della futura piazza; le azioni di inclusione sociale per dare voce a tutti.

Ciò che ha reso difficile il suo svolgimento è stato il complesso stato dei luoghi, caratterizzati da problematiche multiple: rischio idraulico, necessità di un intervento di bonifica dei terreni per la presenza di rifiuti interrati la cui natura non è stata mai resa pubblica; mancanza di uno status definito degli edifici della Comunità e mancanza di chiarezza sui progetti dell’amministrazione sull’area, dove compariva una previsione di servizi alla tramvia di cui non ci sono mai stati forniti i dettagli.

Temi difficili da trattare in pubblico che probabilmente hanno inibito la partecipazione dei tecnici comunali e dei politici, intervenuti solo alla giornata di chiusura del progetto.

Dal percorso è emerso con forza il desiderio di una nuova centralità alle Piagge, accompagnato da proposte che riflettono su molti temi contemporanei, a partire da quello della sostenibilità ambientale fino alla gestione degli spazi come beni comuni.

L’idea di piazza emersa si configura come un eco-parco multifunzionale (con aree naturalistiche, ricreative e conviviali, ludiche, sportive, dedicate ad eventi e a spettacoli), con una spiccata caratteristica intergenerazionale e una vocazione alla cura e alla gestione condivisa da parte degli abitanti (ad esempio il compostaggio di comunità, il forno collettivo, gli eventi conviviali,) unitamente a funzioni di competenza pubblica.

Lo sviluppo del progetto è stato pensato attraverso fasi incrementali, con la progressiva realizzazione di una serie di stanze tematiche, attraverso la continua collaborazione tra Comune, Comunità e abitanti, in modo da sciogliere i nodi progettuali e gestionali nella piena condivisione ed in itinere, ricorrendo a strumenti innovativi come quelli previsti nel Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni.

Il progetto nella sua totalità non può però prescindere da un’azione propedeutica fondamentale e necessaria: l’indagine sullo stato ambientale del terreno e sulla possibilità di praticare la Phytoremediation, una tecnica ecosostenibile di bonifica dei terreni tramite le piante, presentata da una ricercatrice del CNR di Pisa intervenuta durante il percorso partecipato.

Per molti anni dunque la piazza, se le indagini confermassero la presenza di sostanze inquinanti nei terreni, potrebbe diventare un bosco che cura il suolo fino a quando non sarà possibile inserirci altri usi.

Le proposte del percorso partecipato sono state presentate pubblicamente agli assessori del Comune di Firenze (Bettini e Vannucci), che hanno espresso il loro apprezzamento per il lavoro svolto e promesso di prenderne in considerazione gli esiti.

Dopo pochi mesi dalla conclusione del progetto, in piena campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco, viene finalmente presentato il progetto della nuova linea 4 della tramvia e scopriamo che tutto il ‘pratone’ limitrofo al Centro Sociale ‘Il Pozzo’, incluso nel perimetro della piazza, sarebbe stato occupato da un enorme deposito a servizio della tramvia, senza tenere in alcun conto gli esiti del processo partecipativo.

La comunità reagisce con una lettera aperta alle istituzioni denunciando la situazione, aggravata dal fatto che l’opera, di così pesante impatto, avrebbe avuto una destinazione solo provvisoria, in attesa del prolungamento della tramvia fino a Campi Bisenzio. In pochi anni il deposito di Piazza Alpi e Miran Hrovatin sarebbe diventato un ecomostro obsoleto e fuori scala rispetto alle esigenze del quartiere, compromettendo per sempre la riqualificazione dell’area centrale delle Piagge e la creazione di uno spazio pubblico rispondente alle aspettative degli abitanti.
Da qui è iniziata una lunga trattativa con l’assessorato alla Mobilità del Comune di Firenze che si è risolta solo nell’autunno 2022 con una vittoria della Comunità delle Piagge e il trasferimento definitivo del deposito a Campi Bisenzio, unitamente al prolungamento della linea.

Ora si apre una nuova fase in cui far ripartire il dialogo con il Comune di Firenze per la realizzazione della Piazza all’interno del nuovo assetto del quartiere portato dalla Tramvia.

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