Seleziona una pagina

“Grand Hotel Coronda”, il 23 ottobre al Pozzo la tragedia dei prigionieri politici argentini

15 Ott 2022 | In evidenza

Sergio Ferrari, ex detenuto politico durante gli anni della dittatura argentina, sarà ospite della Comunità per testimoniare la sua esperienza e quella dei suoi compagni: sofferenze, torture e morti al tempo del dittatore Videla. 

L’appuntamento è per domenica 23 ottobre 2022 alle ore 16.30 al Centro Sociale Il Pozzo con la presentazione di “Grand Hotel Coronda”, un libro, ma anche un’iniziativa di educazione e di sensibilizzazione alla solidarietà , prima ancora che come un progetto editoriale. Nasce dall’impegno del Collettivo El Periscopio, fondata da ex detenuti politici argentini e attivisti per la promozione dei Diritti Umani, allo scopo di divulgare la loro tragica esperienza, vissuta tra il 1974 e il 1979, in una delle carceri di massima sicurezza della dittatura Argentina. Sono i sopravvissuti al premeditato annientamento psico-fisico messo in atto nel famigerato carcere di Coronda (Provincia di Santa Fe, Argentina), dalle forze armate argentine contro gli oppositori alla dittatura militare imposta dal Generale Jorge Videla. Le loro storie attestano una profonda sofferenza ma l’umorismo è sempre stato presente perché, sostengono, «era un’arma fatale contro i nostri carnefici». Non si considerano vincitori e neppure vittime. Si reputano uomini d’azione, lo sono stati in carcere e continuano ad esserlo tutt’oggi, sostenuti dalla convinzione che l’impegno ed il confronto civile rappresentino un contributo essenziale per l’affermazione dei valori universali di inclusione e giustizia sociale. Questa testimonianza collettiva si è concretizzata nel 2003, con la pubblicazione in lingua spagnola del libro “Del otro lado de la mirilla. Olvidos y Memorias de la Cárcel de Coronda” (letteralmente, “Dall’altra lato dello spioncino. Ricordi e obliidelcarcerediCoronda”).

L’idea del libro, citando la prefazione all’edizione argentina curata dal Premio Nobel Adolfo Pérez Esquivel, «nasce dalla necessità dei protagonisti di vedere proiettato nel futuro il loro vissuto come loro impegno sociale: la prigionia e gli anni privati dei diritti elementari, l’isolamento e gli accadimenti che segnarono la loro vita».

La presentazione del libro sarà accompagnata dalla proiezione di un video di 12 min. che è stato realizzato nell’ottobre del 2019 durante una visita al carcere totalmente inaspettata che i sopravvissuti hanno ottenuto grazie all’interessamento di uno di loro

 

Share This